La mafia “presentabile” del Nord, don Ciotti ne parla al teatro Nebiolo
Il presidente di Libera a Tavazzano ospite di Giulio Cavalli, regista sotto scorta
Mafia al Nord, questa sconosciuta. Una serata per parlare di clan e impegno, perché la consapevolezza fa muovere qualcosa. A parlarne questa sera, al teatro Nebiolo di Tavazzano, per il ciclo di incontri del Centro di documentazione del Teatro civile, sarà don Luigi Ciotti, presidente di Libera (associazione nomi e numeri contro le mafie), già fondatore del Gruppo Abele di Torino (fondato nel 1965 per offrire servizi di accoglienza e di promozione culturale) e della rivista «Narcomafie», mensile in cui trovano spazio studi e analisi sull’espansione del fenomeno mafioso. A condurre la serata, a partire dalle 21 nella sala di via IV Novembre (ingresso libero fino ad esaurimento posti, senza possibilità di prenotare), il referente di Libera Lombardia, Lorenzo Frigerio. Sarà una panoramica ad ampio raggio sul problema mafie, ancora troppo spesso relegato alle regioni del Sud Italia, e sulla sua dimensione finanziaria, quel fiume di denaro che dal traffico internazionale di droga finisce dritto negli appalti “puliti”, nella società di capitali che investono nell’edilizia, nel commercio, nella movimentazione terra. Una panoramica che, a suon di arresti e sequestri, tocca il Lodigiano sempre più da vicino. Solo qualche giorno fa, tra Zelo Buon Persico, Peschiera Borromeo e Spino d’Adda la guardia di finanza ha eseguito cinque delle ventiquattro ordinanze di custodia cautelare disposte dalla Direzione Distrettuale antimafia di Caltanisetta per vari reati tra cui l’associazione per delinquere di stampo mafioso, mentre una società immobiliare con sede a Lodi è stata posta sotto sequestro, insieme ad altri dieci aziende per un valore complessivo di almeno dieci milioni di euro. Una serata fortemente voluta dal direttore artistico del Nebiolo, l’attore Giulio Cavalli, sotto scorta da quasi un anno per le ripetute intimidazioni di stampo mafioso. «È un incontro importante perché don Luigi Ciotti rappresenta il lato migliore dell’ antimafia dei fatti e non delle parole - ha detto in merito Cavalli - ed è un amico. E le amicizie disinteressate in questo periodo sono una rarità». Una serata che, secondo Cavalli, permette anche di parlare di un fenomeno di cui si sottovaluta peso e diffusione relegandolo a quella sorta di «economia del silenzio», di cui sono in larga parte responsabili le istituzioni, «spesso colluse con l’ignoranza intenzionale che è evidentemente bipartisan in un sistema in cui la credibilità politica si basa sulla scelta di non prendere posizione rivenduta come moderazione». Rossella Mungiello
(da Il Cittadino del 26/02/2010)