09/11: Le voci che raccontano il Po: il teatro si specchia nel fiume
Il “viaggio� di Vittorio Vaccaro sabato al Nebiolo di Tavazzano - Una volta la vita scorreva sul grande fiume. Le comunità si specchiavano tra le acque del gigante che attraversa la pianura e la linfa degli argini. «Oggi ci sono giardini privati, vilette a schiera e la gente guarda lo scorrere della corrente dalle finestre di casa, dietro l’ombra dei nani da giardino. Eppure..». Qualcosa è rimasto di quella possente tradizione che intrecciava le acque del Po e i destini degli uomini che lo vivevano e di cui, tra gli altri, hanno scritto autori come Cesare Zavattini e Carlo Emilio Gadda, Ada Negri e Antonia Pozzi. Tracce che sono al centro del viaggio di Vittorio Vaccaro in Voci del Po che, con la partecipazione della compagnia di musica popolare lombarda Cantosociale, anche appuntamento di apertura del cartellone di prosa della stagione del teatro Nebiolo di Tavazzano, in programma per sabato 12 novembre alle 21. Una scelta precisa, quella di iniziare con un lavoro legato al territorio e alle sue tradizioni, quello del Nebiolo che apre la sua quinta stagione gestita dalla lodigiana compagnia Bottega dei Mestieri Teatrali e diretta dall’autore e attore Giulio Cavalli. Uno spettacolo multiforme nei temi e nei linguaggi con un unico filo rosso: la centralità del Po come grande vena del Nord. Da cui partire per raccontare le storie che si porta con sé. Quelli degli uomini e delle donne che sul fiume vivono, che nel tempo hanno costruito lavoro e centri di vita, paesi abbarbicati agli argini che nel tempo hanno subito vere e proprie trasformazioni. Un panorama, quello del gigante silenzioso e a volte temibile, che hanno amato, odiato, immaginato, di cui hanno scritto, con cui hanno stretto relazioni anche affettive e in molti casi negative. «Cercavano un punto di incontro per raccontare una parte del paese, quella del Nord - spiega Vittorio Vaccaro, classe 1980, che queste terre, lui originario di Enna, dove ha vissuto sino all’adolescenza, le ha conosciuto solo di recente e le ha amate tanto da scegliere di viverci - e ci siamo immediatamente resi conto che il punto di partenza non poteva che essere il Po, come elemento unificatore di intere popolazioni. Da qui è iniziata la ricerca nella letteratura, che è una parte fondamentale di questo lavoro». Letteratura che associa proprio i lavori di autori come Zavattini, Gadda e Ada Negri a pagine più popolari, dalla musica al cibo. Tra le Voci del Po anche quelle delle mondine, ricostruite dal lavoro della compagnia Cantosociale, ovvero Piero Carcano (voce recitante, canto, animazione, percussioni, kazoo), Gianni Rota (chitarra acustica, flauto traverso, voce, percussioni) e Davide Buratti (contrabbasso, basso elettrico, voce), e l’eco della grande tradizione culinaria, «dal gorgonzola al risotto alla milanese, ci sono pagine bellissime di storia di queste terra che passano dalle tavole di chi vive, storie che vengono continuamente “alimentate� - spiega Vaccaro, attore e regista che deve la sua formazione all’accademia d’arte drammatica Nico Pepe di Udine, a Lodi dl 2005 - : alcune di queste storie abbiamo deciso di portarle sul palco, in uno spettacolo leggero e con un linguaggio innovativo che vuole raccontare cosa sono oggi le terre di Po. Perché non si dica che il teatro è sempre e solo “impegnato�».
(di Rossella Mungiello da Il cittadino del 09/11/2011 l'articolo qui )