14/11: Sapori e colori perduti: al Nebiolo le “voci� di un Po scomparso
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I piatti che cozzano l’uno sull’altro, le voci che si affollano nei canti di un tempo, le emozioni sopite, ma mai dimenticate di un cosmo antico quanto autentico. Quello sdraiato tra i campi e le rive del grande fiume del Nord, quel Po che taglia la pianura Padana e la plasma. Un viaggio tra presente e passato quello di “Voci del Po�, spettacolo di e con Vittorio Vaccaro (siciliano d’origine, lodigiano d’adozione) per la produzione di Teatro Urlo accompagnato dalla performance della compagnia di musica popolare lombarda I Cantosociale, primo appuntamento di prosa della nuova stagione del teatro Nebiolo di Tavazzano. Per la pièce, sul palco sabato sera, applausi a scena aperta con soddisfazione del direttore artistico Giulio Cavalli per il lavoro di Vaccaro, «il più talentuoso attore che si affaccia alla scena del Lodigiano negli ultimi 20 anni». Un’identità , quella della «gente di Po», che oggi convive con altri panorami e altri universi: le villette a schiera, i nani in giardino, le luci al neon delle insegne dei centri commerciali con i parcheggi in cui centinaia di persone si muovono in mezzo ad altre centinaia di sconosciuti come marionette a tempo di musica. Nella corsa a perdifiato tra i canti della mondine e quelli tipici della tradizione lombarda, si viaggia tra la provincia di Lodi, Cremona e Pavia tra le abitudini di un popolo che, seppur geneticamente diverso, da chi lo ha preceduto non dimentica le proprie origini. E ancora si affida al “culto� della tavola come scrigno di tradizione, tra risotti, formaggi e anguille.
(Da Il Cittadino del 14/11/2011)
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