Agora' dell'Artefatto Il blog del Teatro Nebiolo

10dic/110

In un disco l’odore delle zolle: gli Yo Yo Mundi a Tavazzano

Il gruppo del Monferrato porterà oggi al Nebiolo il suo “Munfrà�

Musica selvatica, forse, è la definizione più immediata e meno retorica. Perché in ritmo e melodie firmate dagli Yo Yo Mundi non ci sono solo note e parole. Dentro Munfrà, decimo album per il gruppo di Acqui Terme, nato nel 1989, ci sono canzoni di festa e di amore, ma anche pezzi di vita, racconti di quel Piemonte incantato tra le colline di Monferrato, terra di viticoltura, ma anche di musica e cultura; terra di (solo per citarne alcuni) Luigi Tenco, Cesare Pavese e Beppe Fenoglio. Una cultura che il gruppo, che ha il pregio di avere in organico dopo venti e più anni, ancora tutti gli storici fondatori (Paolo Enrico Archetti Maestri, voce e chitarra, Andrea Cavalieri, basso elettrico e contrabbasso, Eugenio Merico, batteria, Fabio Martino, fisarmonica, con la partecipazione di Alex Leonte al violino), porterà sul palco del teatro Nebiolo di Tavazzano in un concerto evento in programma per oggi alle 21, primo appuntamento con la musica per la quinta stagione firmata dalla Bottega dei Mestieri Teatrali diretta da Giulio Cavalli. Sul palco di via IV Novembre, dunque, ci saranno le canzoni di Munfrà, uscito con una prefazione di Paolo Conte, ma anche pezzi storici che hanno fatto la storia di un gruppo che ha incontrato nel suo lungo cammino artisti come Lella Costa, Ivano Fossati, Steve Wickham (violinista dei The Waterboys), Teresa De Sio, Brian Ritchie e Gordon Gano dei Violent Femmes, e Giorgio Gaber, solo per citarne qualcuno. E non ha mai smesso di guardare alla propria terra tracciando in ogni esibizione un racconto che è al contempo una festa: un viaggio di esplorazione tra le terre di Monferrato, scoprendo suoni e storie senza tempo, in un mix di allegria e tradizione. Un percorso culminato con Munfrà, appunto, uscito il 21 marzo 2011 per l’etichetta Felmay, accolto con entusiasmo dalla critica e definito «meraviglioso» da Paolo Conte che ci rivede l’anima delle sue terre. Un lavoro che attinge alla tradizione popolare, alla canzone d’autore e al folk per restituire i suoni di quel mondo sospeso sulle colline del Monferrato e in cui il gruppo affronta per la prima volta il canto in dialetto, lingua antica che diventa suono fino a perdere la connotazione geografica e temporale e a farsi apprezzare dal pubblico di ogni latitudine, dalla Francia (dove il disco è uscito a luglio) all’Olanda, dall’Inghilterra alla Germania. Secondo posto nella classifica finale della Targa Tenco 2011 dedicata all’album in dialetto, sono tanti gli artisti che hanno offerto un contributo all’album tra cui Hevia, Eugenio Finardi, Radiodervish e la Banda Osiris. Nel concerto di oggi a Tavazzano oltre ai brani del recente cd non mancheranno pezzi storici del repertorio della band, arrangiati per l’occasione con l’intento di mettere a segno una serata festaiola e amabile, gustosa quanto un buon vino di quel Monferrato che è terra d’origine e linfa vitale del gruppo. (di Rossella Mungiello da Il Cittadino del 10/12/2011)

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