Agora' dell'Artefatto Il blog del Teatro Nebiolo

13dic/110

13/12/2011 Yo Yo Mundi, terra e canzoni: la ballata di un tempo da sogno

Il concerto della band sul palco del teatro Nebiolo di Tavazzano - Il carnevale e la rivoluzione, tempo di festa e tempo di guerra. Ma anche colori e profumi, sussurri di una terra seduta tra le pianura e le colline del Monferrato. Con la sua gente, la sua storia, la sua lingua, i suoi percorsi di memoria. Un viaggio sospeso tra musica, poesia e immagini quello degli Yo Yo Mundi, sabato sera in concerto per il pubblico del teatro Nebiolo di Tavazzano. Al centro della serata, Munfrà, il decimo album della band nata nel Piemonte di Acqui Terme, e che ha dalla sua ancora tutta la verve degli storici fondatori (Paolo Enrico Archetti Maestri, voce e chitarra, Andrea Cavalieri, basso elettrico e contrabbasso, Eugenio Merico, batteria, Fabio Martino, fisarmonica, con la partecipazione di Alex Leonte al violino). Una scelta che è terra e cultura, vino e cibo, racconti che dicono della memoria di un luogo attraverso la voce di chi lo conosce e lo ama. Nei brani del disco portato in concerto si rincorrono la tradizioni popolari del gioco (trascinante la loro versione del Gioco del Mondo, meglio noto come Un, due, tre, stella!) e i ricordi rimasti nel cuore di intere generazioni come l’ingresso ad Acqui Terme di un dirigibile gigante per il Carnevale del lontano 1928. Un’ombra che rimase impressa come un tatuaggio nelle iridi dei fortunati che lo videro e in tutti quelli che vennero dopo, tramandata di riflesso nei racconti dei nonni e in canzoni come Viva la revolution. Un viaggio che è anche impegno civile per il gruppo nato nel 1989, nel tempo diventato attivo sostenitore di molte associazioni e movimenti, tra cui Amnesty International (presente l’altra sera al Nebiolo con uno stand informativo) e il Forum italiano dei movimenti per l’acqua, a cui gli Yo Yo Mundi hanno anche dedicato e regalato un brano, ovvero Rabdomantico, in cui unire l’immagine di chi un tempo saggiava il terreno alla ricerca dell’acqua con il suo bastone in legno e che oggi è costretto a difenderlo da chi vuole farne un bene da sfruttare. Spunta l’impegno anche ne La solitudine dell’ape, canzone che rimanda alla lotta di sopravvivenza dell’ape operaia, mentre a dipingere «il Monferrato in 4 minuti», «terra ribelle divisa dalla lingua e dall’aratro», c’è La ballata del tempo del sogno. La poesia e l’incanto, la tristezza di un mondo soggiogato da risate false, sono le coordinate del testo de Il Funerale del Clown, storia di un saltimbanco che decide di lasciare il mondo perché «non ha senso vivere se non c’è niente da ridere», ma nel concerto-evento degli Yo Yo Mundi, primo appuntamento di musica all’interno della stagione del teatro Nebiolo (a conferma di una bella versatilità nelle scelte per il cartellone), c’era anche molto dialetto, come senso di attaccamento alla propria terra, come unica lingua in grado di restituirne l’essenza con le sue inflessioni e i significati pieni delle sillabe arrotondate e musicali del Monferrato. Terra anche di Luigi Tenco, protagonista indiretto di Raccolto di Nuvole, spettatore dal cielo della giornata di festa per i frutti della terra, a cui il gruppo ha dedicato anche un omaggio, cantando tra gli ultimi brani la sua Ciao Amore ciao. (Di Rossella Mungiello da Il Cittadino del 13/12/2011. L'articolo qui)

12dic/110

Domenica 18/12: "Alice" arriva a Tavazzano

Per il II appuntamento del CINEFORUM, in programma domenica 18 alle ore 16:00, in programma al Nebiolo "Alice in Wonderland" di Tim Burton.

Organizzato in collaborazione con la Commissione Cultura e la partecipazione dell’Oratorio San Giovanni Bosco di Tavazzano, l'appuntamento di domenica è dedicato al film tratto dal celeberrimo romanzo di Lewis Carroll.

Questa volta, però, è l'eclettico regista Tim Burton a raccontarci la storia di Alice, narrata con il suo originale e personalissimo modo, prendendo spunto dagli eventi seguenti alle avventure vissute dalla ragazzina narrate nei romanzi "Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie" e "Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò". Il visionario regista Tim Burton ci propone l'epica avventura di Alice in una chiave nuova, magica e fantasiosa. Con Johnny Deep nel ruolo del cappellaio matto, la protagonista del film, dopo tanti anni torna nel mondo incantato da lei visitato quando era bambina; lì ritrova i suoi amici d'infanzia: Bianconiglio, il Brucaliffo, lo Stregatto ed inizia con loro il viaggio per porre fine al terrorizzante regno della Regina Rossa.

Il tutto presentato con la magia della grafica digitale, con molte interessanti intuizioni visive, mille piccole raffinatezze di scenografia, costumi e trucco indimenticabili.

 

Teatro Nebiolo, ore 16:00 - Ingresso con tessera associativa €4,00.

10dic/110

In un disco l’odore delle zolle: gli Yo Yo Mundi a Tavazzano

Il gruppo del Monferrato porterà oggi al Nebiolo il suo “Munfrà�

Musica selvatica, forse, è la definizione più immediata e meno retorica. Perché in ritmo e melodie firmate dagli Yo Yo Mundi non ci sono solo note e parole. Dentro Munfrà, decimo album per il gruppo di Acqui Terme, nato nel 1989, ci sono canzoni di festa e di amore, ma anche pezzi di vita, racconti di quel Piemonte incantato tra le colline di Monferrato, terra di viticoltura, ma anche di musica e cultura; terra di (solo per citarne alcuni) Luigi Tenco, Cesare Pavese e Beppe Fenoglio. Una cultura che il gruppo, che ha il pregio di avere in organico dopo venti e più anni, ancora tutti gli storici fondatori (Paolo Enrico Archetti Maestri, voce e chitarra, Andrea Cavalieri, basso elettrico e contrabbasso, Eugenio Merico, batteria, Fabio Martino, fisarmonica, con la partecipazione di Alex Leonte al violino), porterà sul palco del teatro Nebiolo di Tavazzano in un concerto evento in programma per oggi alle 21, primo appuntamento con la musica per la quinta stagione firmata dalla Bottega dei Mestieri Teatrali diretta da Giulio Cavalli. Sul palco di via IV Novembre, dunque, ci saranno le canzoni di Munfrà, uscito con una prefazione di Paolo Conte, ma anche pezzi storici che hanno fatto la storia di un gruppo che ha incontrato nel suo lungo cammino artisti come Lella Costa, Ivano Fossati, Steve Wickham (violinista dei The Waterboys), Teresa De Sio, Brian Ritchie e Gordon Gano dei Violent Femmes, e Giorgio Gaber, solo per citarne qualcuno. E non ha mai smesso di guardare alla propria terra tracciando in ogni esibizione un racconto che è al contempo una festa: un viaggio di esplorazione tra le terre di Monferrato, scoprendo suoni e storie senza tempo, in un mix di allegria e tradizione. Un percorso culminato con Munfrà, appunto, uscito il 21 marzo 2011 per l’etichetta Felmay, accolto con entusiasmo dalla critica e definito «meraviglioso» da Paolo Conte che ci rivede l’anima delle sue terre. Un lavoro che attinge alla tradizione popolare, alla canzone d’autore e al folk per restituire i suoni di quel mondo sospeso sulle colline del Monferrato e in cui il gruppo affronta per la prima volta il canto in dialetto, lingua antica che diventa suono fino a perdere la connotazione geografica e temporale e a farsi apprezzare dal pubblico di ogni latitudine, dalla Francia (dove il disco è uscito a luglio) all’Olanda, dall’Inghilterra alla Germania. Secondo posto nella classifica finale della Targa Tenco 2011 dedicata all’album in dialetto, sono tanti gli artisti che hanno offerto un contributo all’album tra cui Hevia, Eugenio Finardi, Radiodervish e la Banda Osiris. Nel concerto di oggi a Tavazzano oltre ai brani del recente cd non mancheranno pezzi storici del repertorio della band, arrangiati per l’occasione con l’intento di mettere a segno una serata festaiola e amabile, gustosa quanto un buon vino di quel Monferrato che è terra d’origine e linfa vitale del gruppo. (di Rossella Mungiello da Il Cittadino del 10/12/2011)

5dic/110

10 DICEMBRE: GLI YO YO MUNDI IN CONCERTO

Al Nebiolo il primo appuntamento musicale è con il meraviglioso concerto degli Yo Yo Mundi che presentano Munfrâ Canzoni di festa e d'amore, musica selvatica, racconti di Monferrato.

Il Teatro Nebiolo ospita SABATO 10 dicembre alle ore 21:00 il gruppo Piemontese dalla straordinaria ed intensa attività concertistica sia in Italia che all'estero, che presenta Munfrâ, il decimo album ufficiale uscito con la prefazione di PAOLO CONTE. Parliamo di uno dei gruppi italiani che ha ancora in organico tutti i fondatori dopo venti e più anni di attività, gli Yo Yo Mundi nascono nel 1989 ad Acqui Terme, città di confine tra le colline del Monferrato, nel sud del Piemonte, terra rinomata per la viticoltura e decisamente centrale per la musica e la cultura: questi sono i luoghi di Luigi Tenco,  della  “Genova per noi�, dei racconti di Pavese, Lajolo, Monti e Fenoglio.

Un gruppo che ha intrecciato il proprio cammino con diversi artisti tra i quali ricordiamo Lella Costa, Ivano Fossati, Steve Wickham (violinista dei The Waterboys), Teresa De Sio, Brian Ritchie e Gordon Gano dei Violent Femmes, Marino e Sandro Severini dei The Gang, Giuseppe Cederna, Patrizia Laquidara, Eiffel 65, Franco Branciaroli, Michael Brook, Wu Ming, Trey Gunn, Massimo Carlotto, Giorgio Canali, Francesco Di Bella (24 Grana), Guy Kyser, Paolo Bonfanti, Giorgio Gaber e Beppe Quirici.

Il concerto degli Yo Yo Mundi è un racconto e, al contempo, una vera e propria festa, con la musica e le canzoni della band, che - in occasione del decimo album ufficiale - ha compiuto un viaggio di esplorazione tra le terre di Monferrato, scoprendo suoni e storie  senza tempo, in un mix di allegria e tradizione.

Uscito il 21 marzo scorso per l’etichetta Felmay e distribuito da Egea, "Munfrâ" è stato accolto con entusiasmo dalla critica, dal pubblico e da Paolo Conte, che nella prefazione del cd scrive: «Sto ascoltando dal mio Monferrato questo magnifico disco degli Yo Yo Mundi dedicato a queste terre».

In questo lavoro alla canzone d'autore e al folk si fondono i suoni del mondo e le atmosfere sospese della musica popolare e il titolo del concerto: "Canzoni d’amore e di festa, Musica Selvatica, Racconti di Monferrato", rispecchia pienamente queste caratteristiche.

In alcuni brani il gruppo di Acqui Terme affronta - per la prima volta - il canto in dialetto, una lingua antica che diventa suono, fino a perdere una precisa connotazione geografica e temporale, «Siete riusciti in alcuni momenti a toccare l’antico che è come toccare il futuro», afferma Paolo Conte in una lettera al gruppo.

Lo testimonia anche il successo che il lavoro sta riscuotendo in Francia, dove è uscito nel mese di luglio ottenendo subito ottime riscontri di vendita e critica,"Munfrâ", infatti, pur restando fedele alla tradizione e agli idiomi locali e alla canzone d'autore, è apprezzato dal pubblico di ogni latitudine e sta meritando diverse e pregevoli recensioni in Olanda, Inghilterra, Germania e altri paesi. Sono tanti gli artisti che hanno offerto all’album (che ha raggiunto il secondo posto - e solo per pochi voti -, nella classifica finale della Targa Tenco 2011 dedicata all'album in dialetto) un contributo di unicità ed eccellenza, portando con sé una sarabanda di strumenti - ricordiamo Hevia, Eugenio Finardi, Steve Wickham, Radiodervish e la Banda Osiris -.

Ma, oltre ai numerosi brani del cd, la scaletta del concerto al Nebiolo si arricchirà di pezzi tratti dal repertorio della band, arrangiati per l’occasione che renderanno questo concerto amabile, festaiolo e davvero imperdibile.

Strade piene di miraggi e incantesimi * Sto ascoltando dal mio Monferrato (l’unico per noi astigiani) detto “basso� (ma sono questioni che riguardano il corso del fiume) questo magnifico disco degli Yo Yo Mundi dedicato a queste terre (loro e mie). Sto apprezzando la tristezza colorata che hanno queste canzoni in cui il frequente uso del tono minore (questione che riguarda l’armonia) non crea tristezza e abbandono, ma danza continua di luce e ombra. Come danzava ai bei tempi il Monferrato, pieno di storie e tipi di ogni genere, piemontese, lombardo e ligure, cosmopolita e ricco di grano e rugiada, opulento come una bella polenta, con strade piene di miraggi e incantesimi. Su questi antichi sobbalzi in due quarti e tre quarti, gli Yo Yo hanno lavorato con eccellenti orchestrazioni che infiammano e corteggiano la scatola magica, la fisarmonica, torre di Babe e regina di Saba. Paolo Conte * Dalla prefazione dell’album MunfrâYo Yo Mundi  -  Biografia  2011. Il gruppo musicale riunito sotto la giocosa sigla Yo Yo Mundi nasce nel 1989. Paolo Enrico Archetti Maestri - voce, chitarra - , Andrea Cavalieri - basso elettrico e contrabbasso - Eugenio Merico - batteria -, Fabio Martino - fisarmonica e tastiere - sono i membri originari degli Yo Yo Mundi; a loro si unirà nel 1996 Fabrizio Barale - chitarre -.  Il loro primo cd, “La Diserzione degli Animali del Circo�, esce nel 1994; da allora hanno pubblicato altri dieci album ufficiali e diversi progetti speciali (ecco alcuni titoli: “Sciopero�, “Percorsi di Musica Sghemba�, “Alla Bellezza dei Margini�, “54�, “Resistenza�, “La Banda Tom e altre Storie Partigiane�, “Album Rosso�, ma sono circa venti le pubblicazioni significative) e intrecciato il cammino artistico con attori, musicisti e altri artisti. Straordinaria e intensa l’ attività concertistica in Italia ed all'estero (di rilievo i tour in UK del 2006 e 2008).  Un’altra caratteristica che rende speciale la loro storia è la condivisione di uno spazio creativo nel centro di Acqui - la “Casa Bollente� -, proprio nella piazza dove l’acqua termale sgorga a 75º, tre stanze situate al piano nobile di una casa ottocentesca in cui nascono e prendono forma le idee e i sogni della band monferrina, i loro progetti artistici e culturali; qui hanno dato vita a una casa di edizioni musicali - La Contorsionista -, uno studio di registrazione e all'etichetta discografica Sciopero Records.  Gli Yo Yo Mundi supportano: Amnesty International, Emergency, Greenpeace, A.N.P.I (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia), LAV (Lega Anti Vivisezione), BUAV (Campaigning to end animal experiment), EAR (Europe for Animal Rights), Altromercato e Botteghe di Equazione, Espérance ACTI, Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

TEATRO NEBIOLO , SABATO 10 DICEMBRE ORE 21:00 Musica

Gli Yo Yo Mundi presentano Munfrâ Canzoni di festa e d'amore, musica selvatica, racconti di Monferrato

La formazione del gruppo: Paolo Enrico Archetti Maestri - voce, chitarra; Andrea Cavalieri - basso elettrico e contrabbasso; Eugenio Merico - batteria; Fabio Martino - fisarmonica e con la partecipazione di Alex Leonte – violino

Ingresso INTERO € 12,00 – RIDOTTO E CONVENZIONATI € 8,00 (riduzione valida anche per gli abbonati a Teatro alle Vigne / Teatro Comunale di Casalpusterlengo), SPETTACOLO IN ABBONAMENTO “ADOTTA UNA POLTRONA� INFO: tel. 0371/761268 Cel.331/9287538 e-m@il. info@teatronebiolo.org / sito www.teatronebiolo.org (orario prenotazioni: LUN/VEN dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18).

 

28nov/110

Sabato 10/12: Yo Yo Mundi in concerto

La programmazione del Nebiolo continua SABATO 10 DICEMBRE con l'imperdibile concerto degli YO YO MUNDI.

In occasione del loro decimo album ufficiale, gli Yo Yo Mundi si regalano un viaggio di esplorazione tra le (loro) terre con "Munfrâ" Canzoni di festa e d'amore, musica selvatica, racconti di Monferrato. Info e prenotazioni: tel.0371/761268 cel.331/9287538 info@teatronebiolo.org

 

21nov/110

26/11: "Earth" prima serata del Cineforum

 

Novità della stagione 2011/2012, il CINEFORUM, inizia sabato 26 novembre alle ore 21:00 con una proiezione dedicata all'ambiente. Organizzato in collaborazione con la Commissione Cultura e la partecipazione dell’Oratorio San Giovanni Bosco di Tavazzano, il primo appuntamento è il film documentario "Eart - La nostra terra" epico viaggio attraverso le stagioni per celebrare la bellezza della terra e denunciare le conseguenze del cambiamento climatico.

La Terra può ospitare la vita, grazie alla sua inclinazione rispetto al sole produce il clima perfetto perché uomini, animali e piante possano vivere e convivere. Peccato che l'armoniosa convivenza venga troppo spesso compromessa dagli sconsiderati interventi dell’uomo. In un viaggio epico e spettacolare da nord a sud, dall'inverno alla primavera, Alastair Fothergill e Mark Linfield hanno filmato da molto vicino la vita e le fatiche stagionali di tre famiglie del regno animale. Partiti alla volta del Polo Nord, gli autori hanno registrato la fine dell'inverno e il risveglio di una famiglia di orsi polari, successivamente i loro obiettivi si spostano nel deserto del Kalahari sulle tracce di un branco di elefanti, fino a lasciare la terraferma per gli oceani blu, dove i registi incontrano una balena megattera e il suo piccolo. Tra elefanti, balene, squali bianchi, leoni, caribou, lupi e trichechi, è indubbiamente l’orso bianco il simbolo delle conseguenze negative del cambiamento climatico in atto, l’emblema della denuncia di questo bellissimo documentario didattico. Earth con grazia e lirismo, guardando al pianeta e alle sue creature, non manca di porre l'accento sulla peculiarità della specie umana, che nel grande sistema naturale ha assunto un ruolo duplice e contraddittorio: di conoscenza e di distruzione. Un invito per immagini a occuparsi delle conseguenze che le proprie attività possono avere sull’ambiente naturale, cominciando a misurarne gli effetti.

Teatro Nebiolo, Sabato 26/11/2011 ore 21:00 "Earth - La nostra terra"

Un film di Alastair Fothergill, Mark Linfield - Documentario. Ingresso con tessera associativa €4,00.

 

 

18nov/110

18/11: Gli esperti al capezzale della Terra che “ribolle�

Stasera al Nebiolo - Tutti ne parlano, a volte a torto, altre a ragione. Quali siano davvero gli effetti e le cause del riscaldamento globale, però, è spesso materia ignota ai più. E, tra i non addetti ai lavori, circolano vere e proprie leggende alimentate da tanta cinematografia moderna e catastrofista e su cui l’ingegnere ambientale Stefano Caserini, lodigiano doc, dottore di ricerca in ingegneria sanitaria e titolare del corso di mitigazione dei cambiamenti climatici del politecnico di Milano, non potrà fare a meno di sorridere. È lui il primo ospite della rassegna di incontri del Centro di documentazione per un teatro civile del teatro Nebiolo di Tavazzano, in programma per questa sera alle 21 nella sala via IV Novembre. Tutti ad ingresso gratuito, gli incontri sono ormai un appuntamento fisso della stagione del Nebiolo e nel corso degli anni hanno ospitato scrittori, magistrati, attori; voci “impegnate� con l’intento di svegliare la coscienza critica dello spettatore. Ad aprire il cartellone del nuovo anno, ci sarà una serata a metà tra il racconto scientifico e le riflessioni ironiche dal titolo Il riscaldamento globale. Questo misconosciuto... e a cui prenderà parte anche il direttore artistico del Nebiolo, Giulio Cavalli, in veste di interlocutore sul palco. Un racconto che muoverà i primi passi attraverso una spiegazione semplice del problema dei cambiamenti climatici per poi passare agli atteggiamenti dell’opinione pubblica sul tema, passando dagli estremi del negazionismo all’esagerato catastrofismo attraverso articoli di giornale, dati, brevi video e spezzoni di film con cui si spiegherà, in modo anche ironico, la grande dimensione etica del problema climatico. E che riguarda, in larga parte, le generazioni future che si troveranno dinnanzi a un pianeta con un clima profondamente diverso da quello attuale. Se la responsabilità umana sulla “crisi climatica� è chiarissima alla comunità scientifica, è ancora ampia la diffusione di argomentazioni che negano la sua esistenza. Il risultato? Il pianeta “ribolle� anche se fuori dalla finestra nevica, anche se l’uomo non se ne accorge e continuerà a farlo fino a che le conseguenze nei prossimi decenni non sfoceranno in cambiamenti pericolosi che non potranno più essere ignorati. Da qui l’idea di affrontare nella serata anche la necessità delle piccole, e grandi, azioni quotidiane per offrire il proprio contributo e invertire la tendenza.

(Di Rossella Mungiello da Il cittadino del 18/11/2011, l'articolo qui.) Il riscaldamento globale...Incontro con Stefano Caserini, stasera al teatro Nebiolo (ore 21).

14nov/110

18 novembre, incontro sul clima con Stefano Caserini

VENERDÌ 18, L’INGEGNERE AMBIENTALE STEFANO CASERINI, AFFRONTA IL TEMA DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI: “IL RISCALDAMENTO GLOBALE. QUESTO MISCONOSCIUTO…� UNA SERATA TRA RACCONTO SCIENTIFICO E IRONICHE RIFLESSIONI SUL RAPPORTO DEI MASS MEDIA CON QUESTO TEMA.

Per la prima serata del ciclo di incontri ad ingresso gratuito del “Cento di Documentazione per il Teatro Civile�, in programma venerdì 18 novembre alle ore 21:00, l'incontro con l’esperto lodigiano Stefano Caserini che - con la partecipazione di Giulio Cavalli – spiegherà in modo semplice e leggero il problema dei cambiamenti climatici, mostrando i pericoli del negazionismo ottuso e dell’esagerato catastrofismo a breve termine.

“Contrordine, fa più freddo�, �Dov’è finito il riscaldamento globale?�. “Se il riscaldamento è globale...perché nevica?�

I titoli sulla questione climatica a volte sorprendono. Sembra che ad ogni inverno prolungato o primavera ritardata dovremmo mettere in discussione l’esistenza del problema del surriscaldamento globale. Sarà difficile, ma bisogna abituarsi: anche con il riscaldamento globale le ondate di gelo invernale saranno possibili. Saranno solo meno frequenti, mentre più frequenti saranno le ondate di calore, le estati con i giorni e le serate molto calde; come quelle, che ancora ricordiamo, dell’agosto del 2003. La responsabilità umana sulle variazioni climatiche degli ultimi decenni è chiarissima alla comunità scientifica, che ritiene in stragrande maggioranza inequivocabile l’attuale surriscaldamento del pianeta e considera elevata la probabilità che nei prossimi decenni il pianeta dovrà fronteggiare cambiamenti climatici, originati dalle attività umane, molto pericolosi per le persone e gli ecosistemi che abitano il pianeta. Nonostante questo, l’ampia diffusione di argomentazioni senza fondamenti scientifici, che negano l’esistenza della crisi climatica, a volte veri e propri miti e leggende metropolitane, fa sì che la percezione pubblica delle cause della crisi climatica non stia progredendo di pari passo con la crescita del problema. L’incontro si svilupperà attraverso la spiegazione del problema dei cambiamenti climatici, passando dagli estremi del negazionismo all’esagerato catastrofismo, fino ad arrivare ai più recenti dati pubblicati nella letteratura scientifica. Tra articoli di giornale, informazioni e dati, brevi video e spezzoni di film si spiegherà, anche in modo ironico, la grande dimensione etica del problema climatico, che riguarda in larga parte le generazioni future, a cui lasceremo un clima diverso da quello attuale. Infine verranno mostrate le possibili soluzioni, la azioni piccole e grandi che possono dare una mano per contrastare i cambiamenti climatici.

Stefano Caserini: Ingegnere ambientale e dottore di ricerca in Ingegneria sanitaria, è titolare del corso di Mitigazione dei Cambiamenti Climatici al Politecnico di Milano; svolge attività di ricerca e consulenza nel settore dell’inquinamento dell’aria e dei cambiamenti climatici. Autore di pubblicazioni scientifiche e divulgative, ha pubblicato nel 2008 il libro “A qualcuno piace caldo� e nel 2009 “Guida alle leggende sul clima che cambia�, entrambi per Edizioni Ambiente. Ha fondato e coordina il blog www.climalteranti.it.

 

TEATRO NEBIOLO, VENERDÌ 18 novembre ORE 21:00 CENTRO DI DOCUMENTAZIONE PER UN TEATRO CIVILE, INCONTRO CON STEFANO CASERINI

INGRESSO LIBERO E GRATUITO - INFO: Tel 0371 761268 Cel. 331 92 87 538 / e-m@il. info@teatronebiolo.org / sito www.teatronebiolo.org

14nov/110

14/11: Sapori e colori perduti: al Nebiolo le “voci� di un Po scomparso

 

I piatti che cozzano l’uno sull’altro, le voci che si affollano nei canti di un tempo, le emozioni sopite, ma mai dimenticate di un cosmo antico quanto autentico. Quello sdraiato tra i campi e le rive del grande fiume del Nord, quel Po che taglia la pianura Padana e la plasma. Un viaggio tra presente e passato quello di “Voci del Po�, spettacolo di e con Vittorio Vaccaro (siciliano d’origine, lodigiano d’adozione) per la produzione di Teatro Urlo accompagnato dalla performance della compagnia di musica popolare lombarda I Cantosociale, primo appuntamento di prosa della nuova stagione del teatro Nebiolo di Tavazzano. Per la pièce, sul palco sabato sera, applausi a scena aperta con soddisfazione del direttore artistico Giulio Cavalli per il lavoro di Vaccaro, «il più talentuoso attore che si affaccia alla scena del Lodigiano negli ultimi 20 anni». Un’identità, quella della «gente di Po», che oggi convive con altri panorami e altri universi: le villette a schiera, i nani in giardino, le luci al neon delle insegne dei centri commerciali con i parcheggi in cui centinaia di persone si muovono in mezzo ad altre centinaia di sconosciuti come marionette a tempo di musica. Nella corsa a perdifiato tra i canti della mondine e quelli tipici della tradizione lombarda, si viaggia tra la provincia di Lodi, Cremona e Pavia tra le abitudini di un popolo che, seppur geneticamente diverso, da chi lo ha preceduto non dimentica le proprie origini. E ancora si affida al “culto� della tavola come scrigno di tradizione, tra risotti, formaggi e anguille.

(Da Il Cittadino del 14/11/2011)

 

9nov/110

09/11: Le voci che raccontano il Po: il teatro si specchia nel fiume

Il “viaggio� di Vittorio Vaccaro sabato al Nebiolo di Tavazzano - Una volta la vita scorreva sul grande fiume. Le comunità si specchiavano tra le acque del gigante che attraversa la pianura e la linfa degli argini. «Oggi ci sono giardini privati, vilette a schiera e la gente guarda lo scorrere della corrente dalle finestre di casa, dietro l’ombra dei nani da giardino. Eppure..». Qualcosa è rimasto di quella possente tradizione che intrecciava le acque del Po e i destini degli uomini che lo vivevano e di cui, tra gli altri, hanno scritto autori come Cesare Zavattini e Carlo Emilio Gadda, Ada Negri e Antonia Pozzi. Tracce che sono al centro del viaggio di Vittorio Vaccaro in Voci del Po che, con la partecipazione della compagnia di musica popolare lombarda Cantosociale, anche appuntamento di apertura del cartellone di prosa della stagione del teatro Nebiolo di Tavazzano, in programma per sabato 12 novembre alle 21. Una scelta precisa, quella di iniziare con un lavoro legato al territorio e alle sue tradizioni, quello del Nebiolo che apre la sua quinta stagione gestita dalla lodigiana compagnia Bottega dei Mestieri Teatrali e diretta dall’autore e attore Giulio Cavalli. Uno spettacolo multiforme nei temi e nei linguaggi con un unico filo rosso: la centralità del Po come grande vena del Nord. Da cui partire per raccontare le storie che si porta con sé. Quelli degli uomini e delle donne che sul fiume vivono, che nel tempo hanno costruito lavoro e centri di vita, paesi abbarbicati agli argini che nel tempo hanno subito vere e proprie trasformazioni. Un panorama, quello del gigante silenzioso e a volte temibile, che hanno amato, odiato, immaginato, di cui hanno scritto, con cui hanno stretto relazioni anche affettive e in molti casi negative. «Cercavano un punto di incontro per raccontare una parte del paese, quella del Nord - spiega Vittorio Vaccaro, classe 1980, che queste terre, lui originario di Enna, dove ha vissuto sino all’adolescenza, le ha conosciuto solo di recente e le ha amate tanto da scegliere di viverci - e ci siamo immediatamente resi conto che il punto di partenza non poteva che essere il Po, come elemento unificatore di intere popolazioni. Da qui è iniziata la ricerca nella letteratura, che è una parte fondamentale di questo lavoro». Letteratura che associa proprio i lavori di autori come Zavattini, Gadda e Ada Negri a pagine più popolari, dalla musica al cibo. Tra le Voci del Po anche quelle delle mondine, ricostruite dal lavoro della compagnia Cantosociale, ovvero Piero Carcano (voce recitante, canto, animazione, percussioni, kazoo), Gianni Rota (chitarra acustica, flauto traverso, voce, percussioni) e Davide Buratti (contrabbasso, basso elettrico, voce), e l’eco della grande tradizione culinaria, «dal gorgonzola al risotto alla milanese, ci sono pagine bellissime di storia di queste terra che passano dalle tavole di chi vive, storie che vengono continuamente “alimentate� - spiega Vaccaro, attore e regista che deve la sua formazione all’accademia d’arte drammatica Nico Pepe di Udine, a Lodi dl 2005 - : alcune di queste storie abbiamo deciso di portarle sul palco, in uno spettacolo leggero e con un linguaggio innovativo che vuole raccontare cosa sono oggi le terre di Po. Perché non si dica che il teatro è sempre e solo “impegnato�».

(di Rossella Mungiello da Il cittadino del 09/11/2011 l'articolo qui )

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