La pioggia incessante e il fango che paralizza; le strade che all’improvviso si trasformano in fiumi e le case che spariscono travolte dai detriti. Nell’alluvione di Messina dello scorso primo ottobre persero la vita oltre trenta persone. Un disastro annunciato in una terra considerata senza ricchezze, in cui l’abusivismo sembra essere l’ideologia dominante.Riflessione e denuncia, domani sera a partire dalle 21, sul palco del teatro Nebiolo di Tavazzano. Fango! Incontro ad argine con Michele Cannaò (pittore), Giulio Cavalli (attore), Marco Dentici (scenografo), Angela Manganaro (giornalista) e Guido Oldani (poeta) è il titolo dell’evento ospitato dal Nebiolo e organizzato dal pittore di origini siciliane, Michele Cannaò, anche direttore del Museo della Permanente di Milano.Sua anche l’idea di allestire un “Museo del Fango” nella zone colpite dall’alluvione. «Da siciliano originario di quelle terre, ho avvertito l’esigenza di fare qualcosa di concreto e duraturo per la loro rinascita economica e culturale - ha spiegato Cannaò -: mi avevano chiesto di donare una mia opera per una vendita all’asta. Il ricavato avrebbe dovuto andare in beneficenza, a sostegno delle famiglie in difficoltà». Cannaò si è però rifiutato. «Raccogliere qualche decina di migliaia di euro non avrebbe senso, per questo ho deciso di prendere spunto da Picasso che trattava il suo pennello come arma di difesa e di offesa». Creando un museo, per ora virtuale, ma poi anche reale che aprirà le esposizioni con una collettiva composta da circa 70 opere in mostra nel Palazzo Duchi di Santo Stefano a Taormina (Fondazione Mazzullo) dal 30 gennaio al 13 febbraio. «Ho stanato gli artisti dai loro laboratori, li ho chiamati a raccolta per una mostra che è anche un omaggio a quanti hanno perso la vita sotto il fango, seppelliti dalla montagna di Giampilieri - ha raccontato ancora Cannaò, anche regista di teatro e ideatore di eventi culturali -, un tributo alla dignità di quanti, in ogni parte del paese, vogliono vivere la loro terra da cittadini e in sicurezza». Le opere, in attesa della ristrutturazione di un monastero benedettino del Seicento a Giampilieri, rimarrebbero in custodia alle istituzioni locali per ulteriori mostre in tutta la riviera jonica. A documentare la sciagura di Messina nella serata di venerdì al Nebiolo, le immagini dei bozzetti video del docu-film I° Ottobre - Una giornata caldissima di Marco Dentici (scenografo e arredatore che ha lavorato per il piccolo e il grande schermo, anche docente di scenografia cinematografica per il biennio di specializzazione dell’Accademia delle Belle arti di Brera) e quelle del video Primo Ottobre da paura realizzato da Francesco Greco, un alunno dell’Istituto Comprensivo di Scaletta Zanclea. Accanto a loro, anche il direttore artistico del Nebiolo , Giulio Cavalli, che porterà sul palco un monologo sulla tragedia infinita degli abitanti che, a tre mesi dall’alluvione, tornano nelle loro case senza che un solo intervento sia stato portato a termine per metterle in sicurezza, mentre cittadini «solidali» affittano di tutto per ospitare gli sfollati. Rossella Mungiello







Il teatro è stato inaugurato nell’ottobre 2007, concluso il suo primo anno di attività con la stagione 2007/2008 “Libertà è partecipazione”, un anno ricco di spettacoli, concerti e iniziative in cui l’impegno e gli sforzi si sono concentrati per offrire il meglio del panorama culturale italiano, intraprende ora il secondo, ricco di nuovi progetti e iniziative.







