Teatro Nebiolo

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Sep 07th
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Quelle cosche invisibili all’ombra del Duomo

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A Tavazzano lo spettacolo-denuncia di Giulio Cavalli contro la ’ndrangheta. Se a Lonate Pozzolo la statua di Sant’Ambrogio può essere sostituita con quella di San Cataldo, se i Morabito possono permettersi di entrare con un «ferrarino» nell’«Orcomercato» di Milano, la Livigno dell’ndrangheta del Nord, se i «molto poco onomatopeici fratelli Porcino» possono vantare il controllo assoluto di un intero quartiere tra via Sarca e via Fulvio Testi, allora quei cento passi che separavano i boss da Palazzo Marino non ci sono più: «Non serve andare lontano, Gomorra è già qui». Applausi e indignazione per la prova dell’attore e autore lodigiano Giulio Cavalli, in scena sabato sera al Nebiolo con il suo «A cento passi dal Duomo», scritto a quattro mani con il giornalista Gianni Barbacetto, anche direttore di Omicron, osservatorio milanese della criminalità organizzata al Nord. Accanto a lui, a scrivere tempi e note di questa «favola scomoda» che è la mafia al Nord, il pianoforte di Gaetano Liguori. Ad aprire la piéce, la denuncia di Vincenzo Macrì, sostituto procuratore della direzione nazionale antimafia: «Milano è la vera capitale dell’ndrangheta, lo dico da anni e ora che c’è l’Expo non so più come dirlo», proiettata sul sipario chiuso, nel buio della sala. Inascoltata dalle istituzioni, ignorata dai cittadini: è Giulio Cavalli a dar voce a quella denuncia scavando negli atti dei maxiprocessi per mafia celebrati in Lombardia, annusando indagini e protagonisti, ricostruendo i legami «osceni» tra mafia e colletti bianchi, una zona grigia che coinvolge pezzi della criminalità organizzata e pezzi delle istituzioni.Una storia antica che Cavalli, coltivando un’urgenza di verità, porta in scena con ironia, poesia e pietas per l’uomo, solo una pedina nel grande monopoli a cui l’ndrangheta gioca da tempo nel cuore di Milano. Imprese edili che sfornano case e soldi puliti, rette da esponenti di spicco della seconda generazione, che però non possono cancellare l’odore di «ricotta e merda» dalle mani.Sono i figli trentenni dei boss nel confino dorato del Nord, quelli che girano in Suv, che forse hanno imparato ad azzeccare qualche congiuntivo, che non si abbuffano agli aperitivi, ma che non hanno perso l’abitudine di collezionare bazooka; è questo l’identikit dei mafiosi che ci circondano. «Una storia che non vuole sentire nessuno», fatta di nomi, cognomi e infami, fatta di indagini da cui emergono politici e insospettabili. Una storia che Cavalli sceglie di concludere assumendosi in pieno l’impegno della denuncia: con una sfilata di volti, sulla note di una celebre canzone popolare calabrese.

Rossella Mungiello

DA IL CITTADINO L'ARTICOLO QUI

 
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TEATRO NEBIOLO

Il teatro è stato inaugurato nell’ottobre 2007, concluso il suo primo anno di attività con la stagione 2007/2008 “Libertà è partecipazione”, un anno ricco di spettacoli, concerti e iniziative in cui l’impegno e gli sforzi si sono concentrati per offrire il meglio del panorama culturale italiano, intraprende ora il secondo, ricco di nuovi progetti e iniziative.
Il Nebiolo, gestito dall’Associazione Culturale Bottega dei Mestieri Teatrali, con la direzione artistica di Giulio Cavalli è il primo teatro nel lodigiano in cui si configura il modello della residenza teatrale dove una compagnia continuando la propria attività di produzione spettacoli, gestisce contemporaneamente una sala in cui presentare i propri lavori, ma anche ospitare compagnie esterne. La programmazione del Teatro che già dal primo anno si è concentrata sulla proposta di svariate iniziative, riconferma per la seconda stagione importanti appuntamenti con un cartellone ricco di novità, dai grandi nomi alle giovani promesse: il teatro di prosa (dai classici alla drammaturgia contemporanea, con particolare riguardo: al teatro civile e a quello di narrazione) , la musica ( il jazz nelle sue più ampie espressioni, la musica antica, i cantautori), il teatro ragazzi (dal puro intrattenimento fino alle proposte di rilevanza didattica), fino alle compagnie filodrammatiche con commedie brillanti.
Completano la proposta gli incontri con gli autori in collaborazione con la Biblioteca Comunale su alcune tematiche di particolare rilevanza sociale (temi come giustizia o immigrazione),  gli eventi organizzati insieme all’Amministrazione comunale e le giornate dedicate al cinema (film per ragazzi, ma anche documentari e film d’autore).