Teatro Nebiolo

Wednesday
May 22nd
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C'è solo la Mezza Stagione 2010-2011

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Il teatro intraprende ora il suo quarto viaggio con “C’è solo la mezza stagione 2010/2011”, un percorso ricco di progetti e iniziative, che seguendo la linea fino ad ora tracciata, vedrà proposte di grande rilievo, con la prosa e il Centro di Documentazione per un teatro civile, senza dimenticare gli appuntamenti con le commedie e la musica.

 

PROSA 26/11/2010
SCARLATTINETEATRO - LUNA E GNAC - MICHELE CREMASCHI
Manolibera – Fumetti a teatro

di e con Michele Cremaschi, Michele Eynard e Anna Fascendini musiche di Django Reinhardt scenografie di Umberto Bendotti.


Manolibera è un viaggio tra le immagini a due dimensioni, dove lo schermo, trasformato in una gigantesca vignetta, fa da sfondo alle imprese di due personaggi in carne ed ossa. Ercole e Cassandra sembrano essere usciti dalle pagine del vecchio Corriere dei Piccoli, vivendo le loro storie comiche e poetiche caratterizzate dalla critica alla società dei consumi e delle multinazionali. È un po' come quei fumetti che i grandi comprano ai bambini per poterli leggere di nascosto.
Durante una convention aziendale, l'addetto a cambiare i lucidi della lavagna luminosa non resiste alla tentazione di giocare con i pennarelli e comincia a scarabocchiare sui grafici e sulle tabelle da proiettare. La voce del conferenziere sfuma nell'indistinto mentre il disegnatore libera la sua vena creativa. Finché improvvisamente sullo schermo non compare una pagina bianca. Da questo punto in poi tutto quello che avviene sulla scena è frutto dell‟immaginazione del disegnatore. Egli crea due personaggi (che somigliano “casualmente” ai suoi datori di lavoro) e fa vivere loro delle avventure a due dimensioni dove le azioni sono provocate e determinate dai disegni che compaiono sullo schermo.
ScarlattineTeatro e Luna e Gnac con Michele Cremaschi da parecchi anni portano avanti una collaborazione artistica che ha condotto alla nascita di alcune coproduzioni, caratterizzate da una loro personalissima cifra stilistica. li artisti di queste compagnie utilizzano un linguaggio tra il physical theater e la visual comedy che veicola con intelligenza e ironia tematiche importanti.
Presentati in questi anni nei più importanti festival italiani di teatro ragazzi, e con una circuitazione nazionale e internazionale, i loro spettacoli sono adatti per un pubblico di ogni età. Tra questi ricordiamo Manolibera e Il giorno prima dell'inizio del mondo"
www.scarlattineteatro.it

PROSA 28/01/2011
Spettacolo organizzato in collaborazione con l'Amministrazione Comunale - Assessorato alla Pace e alla Memoria
SANTO ROCCO E GARRINCHA / DAVIDE ENIA
maggio ‘43

di e con Davide Enia
Musiche in scena Giulio Barocchieri

Cos‟è la notte quando tanto arriva sempre l‟urlo della sirena d‟allarme per i bombardamenti notturni? Cos‟è che non ce la faccio più a mangiare sempre pane nero e allora cerco di pescare le anguille? Cos‟è strisciare contro i muri per non farsi vedere dalla milizia fascista? Cos‟è cercare l‟amuchina al mercato nero? Cos‟è che mi servono 1800 lire per le medicine e non so come recuperarle? Cos‟è vedere il massacro di Palermo il 9 maggio ‟43 e camminarci dentro e non ci sono più le case e nemmeno le strade e non si vede niente che c‟è polvere e fumo dappertutto ma comunque quello che vedi nemmanco si riconosce?
Il nuovo lavoro trae linfa da una serie di interviste a persone che subirono quei giorni del maggio „43, e ne uscirono miracolosamente illese. Dalla loro narrazione e dai frammenti di memoria raccolti principia l‟elaborazione drammaturgica, che scompone e intreccia e rielabora queste testimonianze, per poi incastonarle in un‟unica storia. Erano tempi cupi, in cui necessario era ingegnarsi per riuscire a sopravvivere. Erano tempi atroci, in cui la morte cadeva inattesa dall‟alto o dal basso dei mercati neri, che stritolavano con prezzi schizzati alle stelle. Erano tempi malati e bugiardi, tempi cinici e bari. Assomigliano ad oggi.
maggio ’43 …„U sfollamento, l‟amuchina, „u pane nìvuro, „a milizzia fascista, „i biciclette, l‟oscuramento, Gino Bartali, „a petrolmax, „u mercato nero, Ferruccio Tagliavini, „a tessera annonaria, i bombardamenti angloamericani, „u 9 maggio, 1500 morti in meno di venti minuti, „a città di Palermo sventrata e lassàta „ntìerra in un bagno di sangue e macerie….
Santo Rocco & Garrincha viene costituita nel 2003 dall‟autore-attore Davide Enia e dal produttore-organizzatore Luca Marengo.
Produce gli spettacoli di Davide Enia “Italia-Brasile 3 a 2” (Santo Rocco & Garrincha), “maggio „43” (Santo Rocco & Garrincha – Accademia Perduta/Romagna Teatri), SCANNA (Santo Rocco & Garrincha, Teatro Metastasio Stabile della Toscana, Biennale di Venezia, Teatro di Roma, Teatro Garibaldi di Palermo), “I capitoli dell‟infanzia” (Santo Rocco & Garrincha, Teatro Eliseo di Roma con la collaborazione di Fandango e AstiTeatro).
Premi Davide Enia:
Premio UBU, Premio Riccione Teatro (Tondelli), Premio Teatrul unui actor (Moldova), Premio Hystrio, Premio Fescennino d‟oro, Premio Olimpico ETI, Premio Vittorio Mezzogiorno, Premio Vittorio Gassman
Santo Rocco & Garrincha ha prodotto lo spettacolo teatrale di Filippo Timi “IL POPOLO NON HA IL PANE? DIAMOGLI LE BRIOCHE”, Premio Hystrio 2010 e Premio Lo straniero 2010.
www.santoroccoegarrincha.org

PROSA 12/02/2011
PUBBLICO ‘08
So Much Younger Than Today
Viaggio Nell’italia Di Gigi Meroni

Con Mao, Marco Peroni e Mario Congiu

Calciatore, pittore, stilista, ragazzo a spasso con una gallina per Torino. Una stella che ha brillato per poco e non ha tuttavia smesso di far parlare di sé. Il “quinto beatle” che dal Genoa passò al Torino, facendo innamorare i tifosi non soltanto granata. Nel mondo tradizionalmente conservatore del pallone, Meroni fu un artista, un giocoliere che scardinò abitudini e cliché con risolutezza e candore. Che rifiutò la nazionale per non tagliarsi i capelli, e sfidò l‟Italia per cui convivere con una donna già sposata era impensabile. Gigi Meroni è uno dei simboli di una generazione che aveva in dote la fantasia. Nel suo dribbling come nei suoi dipinti, sport e arte, gioco e impegno si mescolano per sempre, contaminandosi reciprocamente. Uno spettacolo fatto di musica e parole, illustrato dai disegni mozzafiato di Riccardo Cecchetti (artista marchigiano già collaboratore di Frigidaire), in cui Le Voci Del Tempo restituiscono lo spirito di un‟epoca.
Le Voci del Tempo raccontano la storia attraverso spettacoli fatti di musica, parole e immagini. Fra emozione e divertimento.
Marco Peroni: Nel 2001 pubblica per La Nuova Italia Il nostro concerto. La storia contemporanea tra musica leggera e canzone popolare (poi Bruno Mondatori, 2005). Ideatore e curatore con De Luna della collana di libri “Le voci del tempo” (BMG Ricordi), una storia dell‟Italia repubblicana attraverso le canzoni dei cantautori. E‟ autore dei testi delle canzoni di Edoardo Cerea in Come se fosse normale e Disperanza. Nel 2010, assieme a Riccardo Cecchetti, pubblica per l‟editore BeccoGiallo il libro a fumetti Gigi Meroni, il ribelle granata.
Mario Congiu: Chitarrista, cantante, autore torinese è voce e anima del gruppo rock El Tres, con cui ha inciso gli album Folk‟n‟roll e Roba forte. Per otto anni è il chitarrista dell‟Orchestra di ritmi moderni Arturo Piazza, band ospite fisso della trasmissione di Italia1, Colorado. Come solista nel 2000 ha pubblicato Non sai difenderti, nel 2004 Una canzone senza finale con Stefano Giaccone (Santeria) e nel 2010 Ego Trip. Come arrangiatore ha lavorato nei più importanti studi italiani ed europei, tra cui i Real World Studios di Peter Gabriel.
Mao: Leader negli anni Novanta del gruppo “Mao e la Rivoluzione”, protagonista per due volte della serie televisiva Kitchen, su mtv con Andrea Pezzi. In seguito, sempre con questo sodalizio, conduce l‟omonimo programma radiofonico su Radio deejay. Sempre per mtv, realizza la miniserie comica Tiziana e una nuova produzione di mtv dal titolo Romalive. Collabora con diversi artisti, fra cui Max Gazzè, con il quale realizza il brano Colloquium vitae. Mao è agitatore del nightclubbin‟ torinese con le sonorizzazioni di cortometraggi previste in Duel / dj soundtracks contest e il suo divertentissimo Salotto. E‟ ospite fisso della trasmissione televisiva Scalo 76, su Rai Due. Nel 2010 ha pubblicato l‟ultimo album, Piume pazze.
www.levocideltempo.it

PROSA 30/04/2011
BOTTEGA DEI MESTIERI TEATRALI / GIULIO CAVALLI
Nomi, cognomi e infami

di e con Giulio Cavalli

Storie eccezionali e persone normali, almeno così dovrebbe essere. Storie che dovrebbero verificarsi di rado, eccezionali appunto, e di persone come tante, normali appunto.
Ma così non è. Perché ci sono storie che ci raccontano fatti che accadono troppo spesso e persone che per scelta o per forza si ritrovano ad essere meno comuni di tante altre.
Allora forse sono le storie ad essere diventate normali e le persone eccezionali, perché queste storie ci raccontano di mafia e di camorra, di soprusi, di ingiustizie, di violenza. Ma ci raccontano anche di persone che hanno scelto di non piegarsi agli „uomini d‟onore‟ perché l‟onore, quello vero, è tutta un‟altra cosa e a non farcelo dimenticare qualcuno ci deve pur pensare.
Nomi, cognomi e infami è racconto, cronaca e discussione per scoprire alcune di queste storie. E‟ una riscoperta della parola, pura e semplice, una testimonianza diretta senza filtri tra palcoscenico e platea, è Cavalli che si racconta e ci racconta queste storie attraverso il suo sguardo personale.
Giulio Cavalli narra in prima persona i fatti, i nomi, le facce di una vita che non ci appartiene e che non ha né onore, né dignità, una vita che stride di fronte a quella di persone come Don Peppe Diana, prete ucciso a Casal di Principe per il suo impegno contro la camorra. Storie, per cercare di fare chiarezza intorno ai fatti che stanno dietro ad un omicidio tristemente noto, quello di Paolo Borsellino. O ancora per riportare alla luce fatti forse meno conosciuti, ma non per questo meno carichi di significato, come quelli che hanno per protagonista il magistrato Bruno Caccia, ucciso a Torino dall'ndrangheta per le sue indagini „troppo concentrate‟ sulle attività illegali sviluppatesi in Piemonte.
Un percorso legato da un unico filo conduttore per mantenere viva la memoria, certo, ma anche per informare con dati e nomi, per dare voce a chi quotidianamente combatte una battaglia che troppo spesso sembra persa in partenza, per non cadere nella „normalizzazione‟, per risvegliare le coscienze di una società civile che non può permettersi di ignorare quanto accade, perché se ne parli sempre, non si dimentichi e non si volti mai la faccia dall‟altra parte.
Sito della compagnia: www.bottegadeimestieriteatrali.it

EVENTO MUSICALE 18/12/2010
CISCO, RUBBIANI, COTTICA
Quarant’anni

Giovanni Rubbiani, chitarra acustica e voce Alberto Cottica, fisarmonica e voce Cisco, Voce – chitarra – bodhran

Si ritrovano Stefano Cisco Bellotti , Giovanni Rubbiani e Alberto Cottica , 3 ex colonne portanti dei MODENA CITY RAMBLERS.
Si ritrovano dopo il grande riscontro dello scorso inverno dove le dieci date del tour sono state prese letteralmente d‟assalto. Si ritrovano nella curiosità e nel piacere di ricantare le vecchie canzoni per quello che rappresentavano per loro nel momento della scrittura. Racconti , frammenti ed emozioni legati all‟essenza della melodia e del testo e a quella rilettura del folk irlandese prima e internazionale poi che ha reso il percorso dei Modena così importante nel quadro musicale italiano. Bellotti-Rubbiani-Cottica da soli sul palco, con l‟intento di ripercorrere, liberati da ogni forma di standardizzazione , i brani di questi anni . E‟ nato così “QUARANT’ANNI“ , già titolo di una delle canzoni più amate dei Modena. QUARANT‟ANNI come l‟età dei protagonisti e come punto di rilancio e riprogettazione, spesso, nella vita degli individui . Non un incontro nostalgico ma qualcosa di vivo ed attuale nella ferma convinzione che solamente solide radici permettano di costruire grandi progetti futuri. Un tour unico e letteralmente irripetibile , non ci saranno infatti replay nel 2011 per quello che agli occhi delle migliaia di fan cresciuti con la band emiliana sarà la serata musicale più attesa dell‟anno.
(IL CONCERTO E‟ IN PROGRAMMA PER SOLE 10 DATE TRA NOVEMBRE E DICEMBRE 2010).
Bio: 1992 Stefano Cisco Bellotti sale alquanto alticcio sul palco del Kalinka , piccolo club di carpi nel modenese, improvvisando con una band da poco in pista, i Modena City Ramblers, il feeling è immediato ed il successo arriva di li a poco, grande, più grande forse di quanto i ragazzi dei modena avrebbero mai pensato, seguono anni intensissimi pieni di canzoni, concerti, incontri, collaborazioni ed impegno. Giovanni Rubbiani prima e dopo Alberto Cottica lasciano la band, creando vuoti che non verranno mai completamente colmati, essendo due co-fondatori della band e Giovanni una delle “penne” del gruppo. I Modena sono una macchina in corsa dove per forza di cose il tempo della riflessione è ristretto, Cisco se ne distacca nel 2005 cominciando la propria carriera solista di li a poco. A 4 anni da quella scelta e attraverso una collaborazione ed una amicizia mai interrotta, Cisco ritrova Alberto e Giovanni nella curiosità e nel piacere di ricantare le vecchie canzoni per quello che rappresentavano per loro nel momento della scrittura.
Bellotti-Rubbiani-Cottica da soli sul palco,con l‟intento di ripercorrere, liberati da ogni forma di standardizzazione , i brani di questi anni. Rileggerli oggi per legarli alla scrittura ed ai progetti di domani, non quindi con la testa rivolta al passato ma totalmente dentro il presente ed il futuro.

INCONTRI Centro di Documentazione per un Teatro Civile 12/11/2010
DANIELE BIACCHESSI
Teatro civile
nei luoghi della narrazione e dell’inchiesta

(ED. AMBIENTE VERDENERO INCHIESTE)

Sono molti gli ospiti coinvolti in questo libro che ha per oggetto il teatro civile: Marco Paolini, Paolo Rossi, Ascanio Celestini, Marco Baliani, Giulio Cavalli, Renato Sarti, Roberta Biagiarelli, Sergio Ferrentino, Ulderico Pesce, Raja Marazzini, Patricia Zanco, Alessandro Langiu, Elena Guerrini, Saverio Tommasi, Gang, Modena City Ramblers, Cisco, Yo Yo Mundi, Gaetano Liguori, Giorgio Diritti, Marco Rovelli, Alessio Lega, Francesco Gherardi, Paolo Trotti, Marta Galli, e centinaia di cantastorie italiani. Daniele Biacchessi torna nei luoghi della memoria italiana, narra storie del passato e del presente: dalla diga del Vajont al Petrolchimico di Marghera, dall‟Ilva di Taranto alle discariche abusive, passando per le fabbriche italiane e argentine e il teatro ecologico. E ancora le guerre in Iraq, Somalia, Cecenia, Bosnia, Afghanistan, Medio Oriente. Infine la Resistenza, gli alpini morti sul Don, l‟assedio di Leningrado, fino alle pagine più oscure della storia contemporanea come le stragi di Piazza Fontana a Milano e alla stazione di Bologna, la morte di Pino Pinelli, il caso Moro, Ustica, Moby Prince, Linate, gli omicidi di mafia e le cosche al Nord. Nella convinzione che, come dice l‟autore, «qualunque spettacolo è teatro civile».
Daniele Biacchessi, giornalista, scrittore e autore teatrale, è attualmente vicecaporedattore di Radio24. Tra le sue numerose pubblicazioni d‟inchiesta: La fabbrica dei profumi (Baldini Castoldi Dalai, 1995), Fausto e Iaio (Baldini Castoldi Dalai, 1996), Il caso Sofri (Editori Riuniti, 1998), L‟ambiente negato (Editori Riuniti, 1999), Walter Tobagi. Morte di un giornalista (Baldini Castoldi Dalai, 2005), Il paese della vergogna (Chiarelettere, 2007), Passione reporter (Chiarelettere, 2009).

INCONTRI Centro di Documentazione per un Teatro Civile 22/01/2011
UMBERTO AMBROSOLI
Qualunque cosa succeda

(ED. SIRONI)

Prefazione di Carlo Azeglio Ciampi «A trent‟anni dall‟omicidio dell‟avvocato Giorgio Ambrosoli, il libro del figlio Umberto ripropone una storia di straordinario impegno civile, ancora attualissima. «Erano le 8.30 del 12 luglio. Il consueto, familiare gesto di accendere la radio per ascoltare il notiziario trasformò di colpo quella che doveva essere una ordinaria giornata di lavoro in un tempo di straordinaria drammaticità: la sera precedente l‟avvocato Giorgio Ambrosoli era stato assassinato mentre stava rientrando a casa. Quel colpo sparato ad Ambrosoli era destinato al cuore dello Stato, inscrivendosi l‟episodio in un clima inquietante e torbido di intrecci tra malavita e forze eversive, che puntavano alle istituzioni con un disegno destabilizzante non dissimile, nei suoi esiti, da quello perseguito dal terrorismo, dalla lotta armata».
Questa è la storia di Giorgio Ambrosoli, per cinque anni commissario liquidatore della Banca Privata di Michele Sindona, ucciso a Milano da un killer la notte tra l‟11 e il 12 luglio 1979. La racconta a trent‟anni di distanza il figlio Umberto, che ai tempi era bambino, sulla base di ricordi personali, familiari, di amici e collaboratori e attraverso le agende del padre, le carte processuali e alcuni filmati dell‟archivio RAI. Sullo sfondo, la storia d‟Italia in quel drammatico periodo. Nell‟indagare gli snodi di un sistema politico-finanziario corrotto e letale, Ambrosoli agiva in una situazione di isolamento, difficoltà e rischio di cui era ben consapevole. Aveva scritto alla moglie: «Pagherò a caro prezzo l‟incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un‟occasione unica di fare qualcosa per il Paese [...] Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo». Il racconto illumina il carattere esemplare delle scelte di Giorgio Ambrosoli, la sua coerenza agli ideali di libertà e responsabilità e, insieme, sottolinea il valore positivo di una storia ancora straordinariamente attuale.
Umberto Ambrosoli
39 anni, coniugato con tre figli; avvocato dal 2002, penalista presso lo Studio dell‟Avv. Lodovico Isolabella di Milano ove ha maturato esperienza in relazione, tra le altre cose, alla c.d. “criminalità dai colletti bianchi”. Autore del libro “Qualunque cosa succeda” che ha vinto i premi Capalbio 2009 e Tiziano Terzani 2010, collabora con il Corriere della Sera ed è uno dei promotori del sito www.allarmemilano-speranzamilano.it Partecipa a numerosi incontri a livello nazionale ove si analizza il tema della responsabilità in chiave istituzionale,professionale,civile.

INCONTRI Centro di Documentazione per un Teatro Civile 11/03/2011
GIANLUIGI NUZZI
Il nuovo libro-inchiesta

Gianluigi Nuzzi è nato a Milano nel 1969. Inviato di «Libero» dopo aver lavorato a «Panorama» e «Il Giornale», ed aver collaborato con il «Corriere della Sera», dal 1994 segue le più rilevanti inchieste giudiziarie con implicazioni politiche e finanziarie del nostro paese. Negli ultimi anni i suoi scoop hanno fatto scandalo e determinato nuove indagini come nella guerra tra l‟ex ministro Vincenzo Visco e l‟ex numero uno della Guardia di finanza Roberto Speciale, le intercettazioni di Piero Fassino e Giovanni Consorte («Allora Gianni siamo padroni di una banca?») e quelle di Gianpiero Fiorani e Antonio Fazio («Tonino ti darei un bacio in fronte») nell‟inchiesta sulle scalate a Bnl e Antonveneta o, più recentemente, quelle dell‟allora premier Romano Prodi. Per Chiarelettere ha scritto Vaticano S.P.A.

INCONTRI Centro di Documentazione per un Teatro Civile 13/05/2011
GIANNI BARBACETTO


Gianni Barbacetto, giornalista, lavora al Fatto quotidiano. È collaboratore del Venerdì di Repubblica. Ha lavorato al Mondo, all'Europeo, a Diario. Collabora a Micromega. È direttore di Omicron (l'Osservatorio Milanese sulla Criminalità Organizzata al Nord). Ha collaborato con Francesca Comencini per il soggetto del film "A casa nostra". Per la rete franco-tedesca Arte ha realizzato, con Mosco Boucault, un documentario sul Lodo Mondadori. Ha coordinato la redazione del programma di Michele Santoro, "Annozero" (Raidue). Ha collaborato con Carlo Lucarelli per la realizzazione di "Blunotte" (Raitre).
I libri inchiesta: "Milano degli scandali", con Elio Veltri (Laterza 1991); "Il grande vecchio" (Baldini & Castoldi 1994); "Campioni d'Italia" (Marco Tropea Editore 2002); "B." (Marco Tropea Editore 2004); Ha curato il "Dossier Dell'Utri" (Kaos 2005); "Compagni che sbagliano" (il Saggiatore 2007); "Il guastafeste" (Ponte alle grazie 2008). Con Peter Gomez e Marco Travaglio ha scritto "Mani pulite" (Editori Riuniti 2002) e "Mani sporche" (Chiarelettere 2007).

INCONTRI Centro di Documentazione per un Teatro Civile Data in via di definizione
PETER GOMEZ

Ha iniziato ha scrivere per l'Arena di Verona. Ha poi collaborato a Il Giornale quando era direttore Indro Montanelli e lo ha seguito nell'esperienza de La Voce. Collaboratore di MicroMega e dell'Espresso. Ha seguito tutti principali scandali italiani su mafia, tangenti e corruzione. Come giornalista dopo essersi occupato di cronaca giudiziaria si è dedicato al giornalismo investigativo. Ha pubblicato numerosi saggi, tra i quali I Complici. Tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento, scritto con Lirio Abbate, diversi libri con Marco Travaglio, come Regime, Mani Sporche (firmato anche da Gianni Barbacetto), Se li conosci li eviti. E‟ tra i giornalisti co-fondatori de Il Fatto Quotidiano, di cui dirige la versione online.

INCONTRI Centro di Documentazione per un Teatro Civile - Data in via di definizione
GIULIO CAVALLI
Nomi, cognomi e infami

(ED. AMBIENTE VERDENERO INCHIESTE)

Il libro di Giulio Cavalli non è un libro come gli altri. Nomi, cognomi e infami è il diario impersonale di un anno di storie incrociate in una tournée che è scesa dal palco per diventare la sua storia: quella di un attore di teatro che vive sotto scorta da due anni. È un viaggio nel tempo e nello spazio che accompagna il lettore dall‟attentato di via D‟Amelio al sorriso di Bruno Caccia, dalle parole di Pippo Fava all‟omicidio di don Peppe Diana passando attraverso il coraggio di Peppino Impastato, Rosario Crocetta e i ragazzi di Addiopizzo, fino a svelare la presenza della mafia al Nord che l‟autore è stato tra i primi a denunciare. È anche una storia corale dedicata alle 670 persone che oggi nel nostro Paese vivono sotto tutela. È una rivoluzione morbida contro coloro che, abituati a comprarsi giudici, onorevoli, senatori, funzionari, sindaci, imprenditori, giornalisti, sanno bene che nulla possono contro la parola, quel mitra senza proiettili che instilla germi; germi di consapevolezza, germi di coscienza, germi di libertà. È una ninna nanna recitata per tenerci tutti svegli, mentre urliamo che disonorarli, comunque, è una questione d‟onore.
“Credo che la scorta migliore che si possa dare a Giulio sia proprio quella di fargli sapere che siamo in tanti ad apprezzare quello che fa e che quindi le minacce che qualcuno gli rivolge le rivolge a tutti noi.”
Marco Travaglio
“La lingua dell‟arte ha in Cavalli un interprete d‟eccellenza. Da tempo porta in scena, dei mafiosi, 'il loro essere osceni'. Da tempo conduce contro le mafie 'la battaglia di parola'. Il suo è un 'antiracket culturale' consapevole che le difficoltà della stagione che il nostro Paese vive, lungi dall‟imporre il silenzio, richiedono appunto – qui e ora – la parola.”
Gian Carlo Caselli

COMPAGNIE FILODRAMMATICHE

Sabato 26/03/2011
IL PIOPPO
Due Nobel a teatro :
La giara e Non tutti i ladri vengono per nuocere

Regia di Luciano Pagetti

“La giara” rappresenta una delle vette creative di Luigi Pirandello. Alla figura di Don Lolò , padrone taccagno e litigioso, viene contrapposta quella di Zi' Dima, “concia brocche” privo di poteri e risorse materiali. Fa da contorno alla vicenda - in una Sicilia di inizio secolo - tutto il mondo contadino di raccoglitrici di olive e di abbacchiatori che partecipano vivacemente alla diatriba tra il padrone e il concia- brocche.
"Non Tutti I Ladri Vengono Per Nuocere” divertente commedia degli equivoci, frutto della fantasia di Dario Fo che la scrisse assieme ad altre tre farse nel 1957. Partendo da uno spunto “giallo”, l'irruzione in una casa lasciata per le vacanze da una coppia benestante, da parte di un ladro, la narrazione prende subito una piega comica: il ladro inesperto è costretto a rintanarsi nella pendola del salotto e ne passerà delle belle....

Sabato 16/04/2010
I SOLITI
Arie ludesane

di Antonio Cècu Ferrari

Messa in scena di canzoni in dialetto lodigiano, ispirate alla terra e alle tradizioni della terra di Lodi,
nella regia e nella conduzione dell'autore.
"Cantanapoli", "Stornelli alla romana", "L'Arno d'argento", Come è triste Venezia", "O mia bela Madunina" e tante altre. Ogni città di radici antiche conta e canta le sue "arie". Con le "Arie ludesane" di Cècu Ferrari anche Lodi ha le sue canzoni. E vibrano le stesse intensità delle sue consorelle più celebrate. Sentire per credere: " El cavagèra", per esemplificre, desta diversa ma non meno alta emozione di una hit napoletana; e un capolavoro come " A l'usteria de le set curtelade" evoca con persino più accorante struggimento parole e musica del "Barcarolo" romano.


 
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TEATRO NEBIOLO

Il teatro è stato inaugurato nell’ottobre 2007, con la stagione “Libertà è partecipazione”, a cui sono seguite “Dovevamo essere un teatro di provincia” 2008/2009 e “A ciascuno il suo” 2009/2010. Tre anni ricchi di spettacoli, concerti e iniziative in cui l’impegno e gli sforzi si sono concentrati per offrire il meglio del panorama culturale italiano.

Il Nebiolo, gestito dall’Associazione Culturale Bottega dei Mestieri Teatrali, con la direzione artistica di Giulio Cavalli è il primo teatro nel lodigiano in cui si configura il modello della residenza teatrale dove una compagnia continuando la propria attività di produzione spettacoli, gestisce contemporaneamente una sala in cui presentare i propri lavori, ma anche ospitare compagnie esterne. La programmazione del Teatro propone importanti appuntamenti con cartelloni ricchi di novità, dai grandi nomi alle giovani promesse: il teatro di prosa (dai classici alla drammaturgia contemporanea, con particolare riguardo : al teatro civile e a quello di narrazione) , la musica ( il jazz nelle sue più ampie espressioni, la musica antica, i cantautori), il teatro ragazzi (dal puro intrattenimento fino alle proposte di rilevanza didattica), fino alle compagnie filodrammatiche con commedie brillanti.

Completano la proposta gli incontri con autori tra cui giornalisti, magistrati, personalità della cultura con serate su tematiche di particolare rilevanza sociale (temi come giustizia o immigrazione) e gli eventi organizzati con l’Amministrazione comunale. L’Associazione si è aggiudicata la direzione artistica e la gestione della sala fino al 2014, l’intento è quello di continuare nella stessa direzione, aumentando progressivamente il numero di iniziative, mantenendo sempre un elevato profilo qualitativo delle proposte, introducendo sempre novità e appuntamenti diversi pur seguendo il proprio profilo artistico.